Il tumore si nutre di glucosio, una molecola derivante dalla metabolizzazione degli alimenti. Esso si trova nei carboidrati complessi come pasta, pane, riso e cereali (orzo, farro, miglio etc) e nei carboidrati semplici come lo zucchero da tavola (saccarosio), il lattosio, il fruttosio e il maltosio, oltre che in altri alimenti in minore quantità.
Uno dei meccanismi molecolari utilizzati dalle nostre cellule per ricavare energia dal glucosio si chiama GLICOLISI, un processo rapido, anaerobico (cioè in assenza di ossigeno) che porta alla produzione di energia sotto forma di ATP. Questo meccanismo poi prosegue con il ciclo di Krebs e con la fosforilazione ossidativa così da produrre ancora più molecole di ATP in presenza di ossigeno. Vista la rapidità della glicolisi, essa è la via metabolica preferita del tumore che- pur in presenza di ossigeno- preferisce ottenere energia attraverso la glicolisi. Questa caratteristica fu osservata per la prima volta dallo scienziato Otto Warburg che soprannominò la preferenza del tumore per la via metabolica glicolitica come EFFETTO WARBURG.
Partendo da questi presupposti, viene da sè pensare che eliminare i carboidrati sia una strategia corretta per ridurre la crescita del tumore, affamandolo, giusto? Ebbene, è sbagliatissimo! Così come il tumore, anche tutte le altre cellule nel nostro corpo si nutrono di glucosio. Esso è, infatti, la nostra principale fonte di energia e ne consegue che eliminare i carboidrati non solo non riduce la crescita tumorale ma, al contrario, danneggia sicuramente anche le cellule sane del nostro corpo.
Perchè diciamo che eliminare i carboidrati non serve a combattere il tumore? Perchè il tumore, il cui principale obiettivo è sopravvivere e proliferare, è capace di ricavare energia anche dalle proteine e dai grassi, sfruttando vie metaboliche diverse da quelle che prevedono la metabolizzazione dei carboidrati. Questo perchè il nostro corpo è normalmente in grado di ottenere glucosio, e quindi energia, non solo metabolizzando i carboidrati, ma utilizzando come substrato anche proteine e grassi. Il tumore sfrutta prontamente questa capacità delle nostre cellule al fine di accaparrarsi la sua dose di glucosio.
Se per esempio eliminassimo dalla nostra dieta tutte le fonti di carboidrati, succederebbe che le nostre cellule attiverebbero un processo chiamato GLUCONEOGENESI, per far fronte alla mancanza della molecola energetica per eccellenza (cioè il glucosio). Il termine gluconeogenesi significa letteralmente “nuova creazione del glucosio” ed è un processo che porta alla formazione di molecole di glucosio a partire dagli aminoacidi delle proteine e dal glicerolo che compone gli acidi grassi.
Si comprende come le vie metaboliche siano tutte ben interconnesse tra loro e che abbiano come fine comune quello di assicurare glucosio alle cellule. Il tumore approfitta di questi collegamenti per ottenere sempre glucosio a sua disposizione e crescere anche in mancanza di carboidrati.
Inoltre, altra precisazione doverosa da fare riguarda in particolare lo zucchero semplice. Esso non è cancerogeno e questo vuol dire che non c’è una correlazione diretta tra il consumo di zucchero e l’insorgenza del tumore. Piuttosto, vi è una correlazione indiretta tra le due cose, perchè il consumo eccessivo di zucchero (così come in generale un surplus calorico generale) può portare all’aumento di alcuni fattori di crescita che, invece, sono associati alla proliferazione tumorale. E’ l’insieme delle abitudini alimentari scorrette che porta ad incorrere in obesità che, a sua volta, è correlata con l’insorgenza di tumori oltre che di altre complicanze. In generale, si consiglia quindi di non superare il 10% di zuccheri semplici aggiunti.
NutriScientia, Dott.ssa Caterina Cascini, PhD. 2025 Tutti i diritti riservati
