Il cancro è una malattia complessa in cui alcune cellule del corpo perdono il controllo della loro crescita. In condizioni normali, le cellule si dividono solo quando serve e poi muoiono naturalmente. Quando però il DNA, che è la molecola presente in ogni cellula del nostro corpo e che contiene tutte le informazioni utili per il corretto funzionamento delle cellule stesse, subisce dei danni che non vengono riparati, queste cellule possono iniziare a moltiplicarsi senza controllo, formando una massa chiamata CANCRO o TUMORE.
Se queste cellule riescono a invadere altri tessuti o a diffondersi in organi lontani, si parla di CANCRO METASTATICO.
Il processo che porta alla formazione di un tumore è graduale e può durare anche molti anni. Non dipende mai da una sola causa, ma da una combinazione di fattori genetici e ambientali. Solo una piccola parte dei tumori (circa il 5–10%) è legata a una predisposizione ereditaria, come per esempio i tumori alla mammella positivi alla mutazione del gene BRCA. La grande maggioranza nasce invece da influenze esterne, come lo stile di vita e le esposizioni ambientali che vanno ad agire modificando il DNA. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) sostengono che circa l’80% dei tumori deriva dall’azione dei fattori ambientali. Questo vuol dire anche che, in quanto tali, questi fattori sono modificabili e, con essi, è modificabile il rischio di ammalarsi di tumore.
Tra i fattori ambientali maggiormente coinvolti nell’insorgenza del cancro si ricordano:
- Fumo di sigaretta, la prima causa di tumore al polmone.
- Sigaretta elettronica, protagonista di una intensa valutazione scientifica perché sembra aumentare il rischio di cancro.
- Alcool, cancerogeno associato al cancro al fegato, stomaco, mammella, cavo orale ed esofago.
- Radiazioni ultraviolette, legate all’insorgenza di tumore della pelle.
- Inquinamento e sostanze tossiche presenti nell’ambiente o nei luoghi di lavoro e associati alla formazione di tumore
- Alimentazione e sovrappeso, che influenzano il metabolismo, l’infiammazione e l’equilibrio ormonale e associati all’insorgenza di vari tipi di tumore.
- Il cibo non è solo nutrimento perché contiene anche sostanze che, in certe condizioni e quantità possono favorire lo sviluppo di tumore.
La IARC (International Agency for Research on Cancer, Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) valuta il rischio di cancerogenicità di sostanze, miscele chimiche, agenti fisici e stili di vita, per capire quanto una sostanza possa contribuire all’insorgenza di tumori nell’uomo e fornire linee guida scientifiche per la prevenzione e la regolamentazione.
La IARC suddivide le sostanze in gruppi, in base al livello di evidenza scientifica:
| Gruppo | Significato | Esempi |
| Gruppo 1 | Cancerogeno certo per l’uomo | Fumo di tabacco, alcol, aflatossine, carni lavorate |
| Gruppo 2A | Probabilmente cancerogeno per l’uomo | Carni rosse, acrilammide, alcune sostanze chimiche industriali |
| Gruppo 2B | Possibilmente cancerogeno per l’uomo | Caffè (prima degli studi aggiornati), benzidina, alcuni pesticidi |
| Gruppo 3 | Non classificabile come cancerogeno per l’uomo | Sostanze con dati insufficienti o contrastanti |
| Gruppo 4 | Probabilmente non cancerogeno per l’uomo | Molto raro, pochi esempi |
Come si interpretano questi dati?
- Gruppo 1 → ci sono evidenze scientifiche solide che la sostanza provochi tumore nell’uomo.
- Gruppo 2A/2B → indicano rischio potenziale (basato su studi limitati nell’uomo ma spesso confermato in animali o cellule).
- Gruppo 3 → nessuna prova sufficiente di cancerogenicità, cosa che però non significa “sicuro”. Significa che, poiché non ci sono prove sufficienti, non si può ancora affermare con certezza se la sostanza sia dannosa oppure no. Merita comunque attenzione.
- Gruppo 4 → sostanza generalmente sicura rispetto all’ insorgenza di cancro.
E’ importante ricordare che La classificazione IARC non indica la dose o quanto sia pericoloso usare la sostanza, ma indica quanto potenzialmente una certa sostanza può provocare tumore. Questo perché servono dosi elevate o esposizioni continuate ad una certa sostanza per associarla ad un rischio più elevato di dare tumore. Per esempio, anche una sostanza del Gruppo 1 può essere poco rischiosa se l’esposizione è minima o rara, mentre una sostanza del Gruppo 2A può essere più pericolosa in alte quantità o in esposizioni prolungate.
Lavorare sui fattori ambientali, quindi fare prevenzione primaria, ha un grande impatto sulla nostra salute.
NutriScientia, Dott.ssa Caterina Cascini, PhD. 2025 Tutti i diritti riservati
